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lunedì, 17 novembre 2008

Criteri di giudizio di valore da parte di ascoltatori contemporanei: parte II

Dall'incontro del 24 ottobre 2008

Ascolto – Berlioz, Sinfonia Fantastica, III, IV e V movimento.

Berlioz - Sinfonia Fantastica - IV Movimento (Marcia al Supplizio) - NHK Symphony Orchestra, Tokyo


Berlioz - Sinfonia Fantastica - V Movimento (Sogno di una notte di Sabba) - NHK Symphony Orchestra, Tokyo

Alcune osservazioni sugli elementi melodici: quasi all’inizio del terzo movimento c’è la riproposizione del tema dell’”idea fissa”; poi c’è l’idea della marcia e quindi altri due elementi melodici che lavorano insieme, il Dies Irae (melodia medievale composta intorno al XIII secolo) e un altro elemento melodico. Questi ultimi, nel finale, si sentono insieme.
E’ interessante il fatto che qualcuno di voi abbia notato che alla fine c’è qualcosa di risolutivo e trionfalistico, mentre nel programma descrittivo di Berlioz c’è tutt’altro!

Se leggiamo il programma della Sinfonia di Berlioz vediamo che all’inizio del terzo movimento c’è una scena campestre: due pastori che suonano il piffero (nell’orchestra dell’Ottocento abbiamo l'oboe). Poi, c’è una marcia e quindi il sabba infernale (quasi quarant'anni dopo Musorgskij penserà proprio a Berlioz quando comporrà Una Notte sul Monte Calvo). L’dea fissa si sente di nuovo, anche se con ritmi un po’ diversi. Quando si radunano tutti compare il tema del Dies Irae, poi per il ballo Berlioz usa un fugato.
Ascoltando queste sezioni possiamo pensare a Musorgskij, Ciaikovskji e, addirittura, a qualcosa delle prime sinfonie di Shostakovich.

La struttura della forma sonata risulta completamente devastata. assai interessante l’effetto dei violini in tremolo sui suoni armonici (che sentiremo poi in Verdi e Wagner), come anche l’uso dei fiati insieme agli ottoni.
Schumann coglie qualcosa di fondamentale: in una situazione di cambiamento di gusto, perché questa sinfonia è importante per la cultura musicale del primo romanticismo? Lo segnala riferendosi a vari aspetti.
Innanzitutto, costituisce una risposta possibile per costruire una sinfonia che vada al di là dell’ossessione della Nona beethoveniana.
Dal punto di vista dell’ascolto, il primo movimento è certamente più difficile, soprattutto per il fatto che non abbiamo un riferimento melodico molto preciso.
La questione, per Schumann, è se la musica, a prescindere dal testo di ispirazione extramusicale, abbia ugualmente un valore. Egli dimostra che ci sono momenti poetici, ma anche punti di debolezza. Come punto forte c’è senz’altro l’idea di orchestrazione, e anche il fatto che i temi melodici, seppure di non alto profilo, sono trattati in vari modi.
Schumann parla di una maschera ironica che nasconde la poesia. Gli riconosce il merito di costituire una novità, di aver indicato una strada, che è certamente  diversa da quella della banalità di molti artisti del tempo.

Dal punto di vista del gusto e dell’attribuzione di valore di un’opera d’arte, diventa più importante il fatto che l’opera rappresenti una novità piuttosto che sia corrispondente a dei canoni già stabiliti. Quando Schumann scrive queste pagine siamo intorno al 1836-37; Beethoven era morto da circa dieci anni e ancora tutti vivevano con il problema di superarlo dando un significato all’essere artista. A Berlioz supera questo problema, che pare interessarlo poco e mette addirittura per iscritto ciò che si deve pensare nel momento in cui si ascolta la sua musica.
E’ chiaro che chi vuole vedere in questa composizione una scrittura riconoscibile, basata sull'utilizzo della memoria nel'ascolto, non trova punti validi di riferimento: qui tutto è basato sull’emotività.
C’è  comunque un dato fondamentale: il rapporto fra il testo del programma di ascolto e l’ascolto in sé.
Il punto è di far coincidere una ispirazione extra-strumentale con la composizione stessa. Quando, alcuni anni dopo, Schumann scrive la sua prima sinfonia, fa in qualche modo riferimento a Berlioz: c’è un’ispirazione extra-strumentale nella sua sinfonia, ma lui… rimane tedesco!

- Ascolto – Schumann, Prima Sinfonia, op. 38 in Si bemolle maggiore detta “La primavera”, primo movimento
 
Come ogni sinfonia classica, si apre con il primo movimento che ha una introduzione in tempo lento. Quanto ha seguito la strada di Berlioz? Le indicazioni programmatiche sono dei riferimenti minimali agli stati d’animo:  risveglio della primavera; sera; compagnia di gioco; piena primavera.
Schumann non segue Berlioz. Compone un primo movimento esattamente in forma sonata. Alla fine dello sviluppo fa sentire per un momento un frammento dell’introduzione.
E’ la prima volta che scrive una sinfonia e la presenta al pubblico esattamente come i tedeschi si aspettano che sia. Anche l’orchestrazione è di tipo classico. Sembrerebbe una sorta di atteggiamento conformista da parte sua.
Quando scrive questa sinfonia Schumann ha trent’anni. Ha già scritto la maggior parte delle composizioni pianistiche, che sono invece veramente innovative.
Perché non segue l’esempio di Berlioz?
E’ in un certo senso il capofila del romanticismo tedesco: nella vita, lotta contro tutto ciò che rappresenta il conformismo/filisteismo borghese. Sposa Clara Wieck, una pianista figlia di un importante commerciante, costruttore di pianoforti, strappando, dopo una durissima lotta, il consenso del padre. Non riesce a diventare lui stesso un grande pianista, poiché perde l’uso dell’anulare. Sposando Clara e sconfiggendo la strenua resistenza del padre deve farsi accettare anche dal quel mondo borghese che aveva combattuto. Si presenta al grande pubblico, quindi, con la volontà di accreditarsi, e lo fa scrivendo una sinfonia che corrisponde esattamente alle aspettative.
Schumann segna la strada ad un giovane che nel genere sinfonico farà, nei decenni successivi, qualcosa di straordinario: Johannes Brahms.

stonato da: fmaschio alle ore 17:35 | link | commenti
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