Dall'incontro del 17 ottobre 2008
Quali sono i criteri in base ai quali stabiliamo che un ascolto sia interessante o meno, che una musica sia valida o insignificante, bella o brutta: insomma, in base a quali criteri si stabilirono e si stabiliscono i giudizi di valore ?
Iniziamo con Schumann: fondatore della Neue Zeitschrift für Musik nel 1834, redasse da se' tutti gli articoli pubblicati dalla rivista partire dall'anno successivo e fino al 1844.
Possiamo affermare che fSchumann contribuì non poco alla fondazione di una critica musicale moderna, gettando le basi e definendone criteri che sono stati utilizzati nei decenni successivi.
Schumann scrisse alcune pagine di grande interesse sul fenomeno musicle ch'ebbe un grande successo in quegli anni, la musica di Hector Berlioz e, in particolare, la su Sinfonia Fantastica.
Potete leggere quelle pagine dal documento qui sotto postato.
E’ da notare che i giudizi di Schumann non derivano da un ascolto diretto, ma dall’analisi di una trascrizione per pianoforte, dalla partitura originale, di Franz Liszt. Schumann non ebbe occasione di ascoltare l'esecuzione orchestrale della sinfonia
Con la Sinfonia di Berlioz, per la prima volta programmaticamente, si parla della vita dell’artista, un artista ideale: Berlioz stesso!
Negli scritti di Schumann risulta abbastanza evidente una focalizzazione per il nuovo, per ciò che, dopo quello che aveva composto Beethoven in campo sinfonico, poteva e doveva essere ancora inascoltato; un superamento paradossale di un modello, rappresentato dall'ultima sinfonia beethoveniana, giudicato irragiungibile e, dunque,insuperabile. A meno che. proprio nell'ambito sinfonico, non si potessero percorrere strade completamente diverse da quelle abituali.
Tale focalizzazione, negli anni successivi, si trasformerà in una sorte di ossessione, non solo, ahimè, per Robert Schumann.
Le sinfonie di stampo classico venivano organizzate con un primo movimento in “forma sonata”, generalmente un Allegro, che era un movimento di presentazione e poteva essere aperto da una introduzione più lenta. A questo primo movimento facevano seguito altri due o anche tre movimenti (per lo più, fino all’Ottocento, i movimenti delle sinfonie erano quattro): Adagio, Minuetto (o Scherzo) e il Finale (in tempo anch'esso allegro, vivace o presto).
Berlioz allarga a cinque i movimenti della sua sinfonia e non segue il modello strutturale della forma sonata, inoltre rinnova profondamentele tecniche e il gusto per l'orchestrazione : l’orchestra di stampo classico era basata su tecniche di orchestrazione piuttosto consolidate, dal punto di vista timbrico, le sinfonie di Beethoven non erano differenti di motlo da quelle di Schubert, ad esempio,o di Rieder o Kalliwoda.
Berlioz amplia lo spettro sonoro utilizzando l’orchestra al cento per cento, con nuovi impasti sonori e la creazione di timbri che non erano certo abituali nei contesti orchestrali procedenti. Questa è la novità e Schumann coglie tale aspetto paragonando la Sinfonia di Berlioz, in campo orchestrale, a quella che è l’opera di Chopin per il pianoforte.
Berlioz, per superare i limiti strutturali di una composizione che si distaccava dal modello classicista, trova ispirazione e giustificazione per la nuova struttura da elementi extra musicali, scrivendo musica a programma. La Sinfonia Fantastica è composta da cinque movimenti: 1. Reveries – Passions – Largo, Allegro agitato e appassionato assai; 2. Un bal – Valse: Allegro non troppo; 3. Scène aux champs – Adagio; 4. Marche au supplice – Allegretto non troppo; 5. Songe d’une nuit du Sabbat – Larghetto – Allegro. Ronde du Sabbat.
- Ascolto – Hector Berlioz, Sinfonia Fantastica, Primo e Secondo movimento. Esecuzione storica del 1943 della Boston Symphomy Orchestra, diretta da Sergei Koussevizkky
La prima parte della Sinfonia Fantastica nell'esecuzione della Shanghai Symphony Orchestra diretta da Emmanuel Jaeger
Fino alla Sinfonia Fantastica, quando si ascoltava una sinfonia, si seguiva un processo logico-mentale rigoroso. Si partiva da un tema principale, poi si arrivava ad un’altra aria tematica, poi si ripeteva il tutto. Si distingueva il momento dello sviluppo per poi ritornare al tema. Era il percorso logico della forma sonata. Quello che, invece, ascoltiamo nella prima parte è diverso: tutto quello che avviene è imprevedibile, non rientra in un processo logico. Si va avanti per compressione e decompressione. Dal punto di vista dell’ascolto, non c’è la possibilità di seguire un percorso, ma si è alla mercè dell’ispirazione del compositore, che ritiene di non doversi giustificare dal punto di vista formale.
D’altra parte, dice Schumann, l’unica possibilità per liberarsi dal giogo beethoveniano era quella di trovare nuove strade.
La prima esecuzione della Sinfonia Fantastica, nel 1830, ebbe un successo straordinario.
Il primo movimento è complicato: sono tutti momenti giustapposti l’uno all’altro, senza una necessaria concatenazione; il secondo movimento è un valzer diventato particolarmente celebre.
Potremo confrontare questa sinfonia con la Prima di Schumann, anche questa in qualche modo a programma, anche se le indicazioni programmatiche non sono certo così dettagliate come nel caso della composizione di Berlioz.
